Conseguenze dell’assegno di divorzio 

Esistono dei motivi e delle conseguenze per le quali non è consigliabile concedere l’assegno di divorzio.

Le conseguenze dell’assegno di divorzio, infatti, non si limitano alla semplice erogazione mensile di una somma di denaro, ma si riflettono anche su altri aspetti non trascurabili che riguardano il patrimonio.

 

Conseguenze dell’assegno di divorzio

Il riconoscimento dell’assegno di divorzio ha tre conseguenze importanti.

Il coniuge beneficiario ha infatti diritto:

  • a un assegno periodico a carico dell’eredità dell’ex coniuge deceduto ai sensi dell’art. 9 bis L898/70
  • a una percentuale pari al 40% dell’indennità di fine rapporto percepita dall’ex coniuge e rapportabile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio, ai sensi dell’art. 12 bis L 898/70
  • alla pensione di reversibilità dell’ex coniuge defunto, da solo o in concorso con il coniuge superstite e/o con i figli e/o con altri familiari meritevoli del trattamento in questione.

Il principio di solidarietà tra gli ex

Si tratta di diritti economici di notevole rilievo che nascono direttamente con il riconoscimento del diritto all’assegno di divorzio. Si presuppone, infatti, che il riconoscimento dell’assegno di divorzio crei un permanente obbligo di solidarietà tra gli ex coniugi per via della condizione di svantaggio economico di uno dei due. Solidarietà che si protrae quindi nel tempo, anche dopo la fine dell’unione coniugale. Ciò, in virtù della natura assistenziale dell’assegno divorzile che implicitamente riconosce la necessità dell’ex di ricevere una forma di tutela da una condizione economica incerta.

In forza del permanere di un simile vincolo di solidarietà, permangono quindi ulteriori diritti in capo all’ex coniuge beneficiario. Tali diritti sopravvivono o nascono dopo la pronuncia della sentenza di divorzio, la quale sancisce la cessazione degli effetti civili del matrimonio e in teoria estingue i diritti e i doveri nascenti dal vincolo coniugale.

Nullo l’accordo delle parti per abolire l’assegno

Si esclude che gli ex coniugi possano accordarsi tra loro per una modifica o una revoca dell’assegno divorzile, perché le conseguenze possono intaccare anche la sfera pubblicistica (ad es. in tema di pensione di reversibilità o di diritti successori). Prevale quindi l’assegno stabilito con provvedimento del giudice e l’eventuale convenzione tra le parti è nulla.

L’unico strumento per abolire l’assegno divorzile è il ricorso al giudice ai sensi dell’art. 710 cpc, volto a dimostrare che le condizioni che giustificavano l’erogazione dell’assegno divorzile sono venute meno.

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Avv. Piergiorgio Rinaldi, esperto in diritto di famiglia

 

 

 

 

 

 

 

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Avv. Piergiorgio Rinaldi
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