Penale di famiglia

E’ aumentata la paura di morire. I nuovi maltrattamenti e la nuova violenza domestica

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E’ meno frequente la violenza fisica, ma è più intensa.

 

UNA PREMESSA

L’articolo che segue non fa distinzioni fra i sessi. La violenza, fisica o psicologica, è esercitata in egual misura sia dagli uomini che dalle donne.

NUOVI MALTRATTAMENTI

I maltrattamenti sono in aumento. La violenza familiare si è ulteriormente diffusa, e si è legata strettamente ad una forma più subdola di coercizione: quella psicologica.

Quindi, la violenza, semplicemente, è diventata più grave.

Nella coppia, in buona sostanza, è aumentata la paura di morire per mano del partner.

 

Violenza e amore

Le donne hanno iniziato a percepire il vero senso dei maltrattamenti, mentre un tempo essi erano addirittura percepiti come una (magari distorta) forma di amore.

Quest’ultima affermazione oggi sembra assurda solo perché i tempi sono maturi per un cambiamento ma, sino a qualche decennio fa, il soggetto patologicamente geloso e possessivo era spesso semplicemente considerato un “passionale”, un uomo così innamorato da perdere il controllo.

Oggi è aumentata la consapevolezza della violenza familiare, se ne capisce il reale senso, e infatti le denunce sono aumentate, passando dal 14% al 30%.

 

Il violento ha cambiato vestito

Se fino a pochi decenni fa, il violento era prevalentemente un soggetto maschile appartenente alla bassa borghesia, oggi i violenti si nascondono trasversalmente in tutte le classi sociali.

E appartengono ad entrambi i sessi.

Si è rovesciato anche uno stereotipo: i soggetti violenti, oggi, appartengono a fasce sociali medio-elevate. Per quale motivo?

Semplice: perché sono gli unici che hanno qualcosa di serio da perdere in caso di separazione.

La natura della vessazione domestica, in questo caso, è più raffinata e si sposta prevalentemente sul piano psicologico, puntando a sfibrare l’avversario per ottenere migliori condizioni di separazione.

Abbiamo parlato dei gaslighters, in un precedente articolo.

Ebbene, questi soggetti non sono quasi mai persone ignoranti, tutt’altro.

La riprova di questo fatto risiede anche nella raffinata natura di alcune forme di violenza domestica emerse solo di recente, quali, ad esempio, le violenze economiche.

La violenza economica consiste nel privare la vittima della propria indipendenza, obbligando ad es. la donna ad abbandonare il lavoro, limitando le sue decisioni in campo economico, constringendola a contrarre debiti e mutui.

 

Il ciclo dell’aggressività nei maltrattamenti domestici

Gli episodi di aggressività aumentano la propria frequenza nel tempo, presentandosi a intervalli sempre più brevi.

Le fasi dell’escalation sono solitamente:

  1. La preparazione
  2. La manifestazione
  3. La richiesta di perdono

Il ciclo, tende a ripetersi a distanza di tempo, per poi ripresentarsi dopo un tempo inferiore e infine innescando una guerra senza quartiere.

La vittima di violenza, alla fine, si ribella o soccombe.

Chi non riesce a metabolizzare i maltrattamenti in famiglia, invece, sono i bambini, solitamente vittime di “violenza assistita”, vale a dire di quel genere di aggressività assorbita dall’esposizione alla violenza altrui.

 

 

 

Postato il 24 aprile 2018 da: 

Avvocato Piergiorgio Rinaldi

Avvocato esperto matrimonialista in Roma - Studio legale specializzato in separazione, divorzio, minori 
e penale di famiglia.

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Avv. Piergiorgio Rinaldi
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