Come funziona la separazione giudiziale
Recenti innovazioni legislative hanno modificato completamente il contenzioso di famiglia e può quindi essere utile fare il punto su come funziona la separazione giudiziale riformata. La stessa procedura vale naturalmente per il divorzio non congiunto.
Come funziona la separazione giudiziale oggi
Per decenni, la prima udienza è stata il primo step della procedura. Un tempo, dopo il deposito del ricorso in Tribunale, il giudice comunicava alle parti la data dell’udienza nella quale si sarebbe deciso in via provvisoria ogni aspetto essenziale della futura vita familiare. Era quindi in questa udienza che le parti venivano ascoltate e valutate dal giudice, il quale proponeva soluzioni e compromessi. Solo successivamente, si celebrava il processo civile.
Oggi si giunge alla prima udienza dopo un cammino ben più complesso.
Le fasi della nuova separazione giudiziale: prima dell’udienza
Ricordiamo che l’intento di chi scrive è solo divulgativo e che questo contenuto è destinato a chi non conosce la procedura civile, quindi cercheremo di spiegare in modo essenziale quelle che per gli addetti ai lavori sono fasi ben più tecniche e articolate.
A differenza di quanto avviene nella separazione consensuale, in cui può mancare la figura dell’avvocato, per affrontare la separazione giudiziale è necessario un legale per ogni coniuge. Vediamo perché.
L’avvocato della parte che intende procedere per prima (detta “ricorrente”) deposita il proprio ricorso e attende che il Tribunale gli comunichi la data della prima udienza. Entro un termine stabilito, il legale deve notificare alla controparte la data dell’udienza e una copia del ricorso. Alla controparte (che prende il nome di “resistente”), non resta che munirsi di un avvocato e difendersi. A seguire, gli avvocati depositano tre ulteriori difese scritte: 1) l’avvocato della parte resistente deposita la propria difesa (che prende il nome di “comparsa”), 2) l’avvocato della parte ricorrente deposita le proprie eccezioni, 3) l’avvocato della parte resistente si oppone e articola i mezzi di prova, 4) l’avvocato della parte ricorrente completa le sue richieste probatorie e cerca di contrastare quelle della controparte. Ogni passaggio avviene a pochi giorni dal precedente.
A questo punto, le posizioni delle parti sono definite, le prove sono state presentate e le richieste sono chiare. Si passa a celebrare la prima udienza.
L’udienza, l’istruttoria e la decisione
All’udienza, le parti si presentano con i propri legali e dibattono sugli argomenti già espressi nei propri scritti difensivi. Le parti hanno un ruolo importante, poiché il giudice vorrà parlare con loro e capire i motivi della separazione e le conseguenze che questa sta producendo sui figli.
All’esito dell’udienza, il giudice decide con quale genitore collocare i figli e a chi assegnare l’abitazione. Inoltre, deciderà gli importi in denaro da destinare mensilmente alla prole e se esista un coniuge economicamente debole che abbia diritto a percepire un assegno di mantenimento. Questi provvedimenti sono resi in forma provvisoria, poiché potrebbero essere modificati o annullati nella sentenza che chiude il procedimento. Prima della sentenza, tuttavia, potrebbe essere necessaria una fase istruttoria in cui siano espletate le prove richieste dalle parti e/o disposti ulteriori mezzi di prova (es. una perizia psicologica in presenza di accesa conflittualità in grado di danneggiare la sfera psicologica dei figli).
Al termine, gli avvocati redigeranno ulteriori difese e repliche, nelle quali confermeranno le proprie posizioni sulla base delle risultanze emerse nel procedimento.
Seguirà l’emanazione della sentenza da parte di un collegio di tre magistrati.
Nel prossimo post, parleremo dei rischi e dei vantaggi della separazione consensuale.

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