Le vacanze dei figli maggiorenni
Le vacanze dei figli maggiorenni non autosufficienti vanno comunicate al coniuge separato? Come fare per le vacanze dei figli maggiorenni? Bisogna scambiarsi le informazioni sul luogo di vacanza, sull’albergo, come per i figli minorenni?
Le vacanze dei figli maggiorenni
Finchè i figli sono minorenni, il genitore che porta in vacanza questi ultimi deve comunicare con anticipo la località di villeggiatura e fornire sufficienti recapiti. Non esiste una specifica norma nella legge che istituisce il divorzio o nelle successive modifiche, tantomeno nel codice civile. Tuttavia, l’obbligo deriva dalla complessiva disciplina prevista dal legislatore, che impone che i genitori collaborino nell’interesse dei figli.
Finchè i figli sono minorenni, quindi, l’obbligo di comunicare i periodi e i luoghi di vacanza è tassativo. E cosa succede, invece, quando il figlio è maggiorenne ma ancora vive in casa e non è autosufficiente?
Quando un figlio è maggiorenne, è ritenuto in grado di prendere da solo ogni decisione, quindi non c’è alcun obbligo, per il genitore collocatario, di comunicare la destinazione di villeggiatura del figlio. Ciò, anche perché con il compimento della maggiore età è venuto meno anche l’affido, e quindi restano solamente gli obblighi economici verso la prole non autosufficiente ma non i diritti e la collaborazione collegati all’affidamento.
Usare il buon senso
Per evitare una comprensibile apprensione, in occasione delle vacanze dei figli maggiorenni, si potrebbero considerare due soluzioni di buon senso.
Parlare direttamente con il figlio potrebbe essere una prima soluzione. Considerato che il figlio è ormai maggiorenne, discutere direttamente con lui dei suoi piani e dei suoi progetti è la soluzione migliore, anche quando si tratti di una banale vacanza che tuttavia può preoccupare un genitore.
I genitori possono anche raggiungere un accordo privato. Si può, cioè, cercare di raggiungere un accordo informale con il coniuge relativo alla comunicazione sui piani di vacanza del figlio. Anche se non sussiste un vero e proprio obbligo legale, scambiarsi informazioni e accordarsi per instaurare una comunicazione pacifica e senza omissioni, potrebbe certamente costituire una valida soluzione.
Anche se il figlio è maggiorenne, l’apprensione non va in vacanza e una buona collaborazione può risolvere ogni problema.

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