Assegno Unico INPS: Chi lo Percepisce Quando il Figlio è Affidato ai Nonni Durante la Separazione?
Quando una coppia si separa e i conflitti diventano così intensi da compromettere il benessere del figlio minore, il Tribunale può decidere di affidare temporaneamente il bambino presso terzi, spesso presso i nonni. In questi casi delicati, una delle domande più frequenti riguarda chi ha diritto a percepire l’assegno unico universale INPS: i genitori biologici o chi si prende cura del minore?
Cosa Succede Quando i Genitori Vengono Sospesi dalla Responsabilità Genitoriale
Durante i procedimenti di separazione particolarmente conflittuali, può accadere che il giudice decida di sospendere temporaneamente la responsabilità genitoriale di entrambi i genitori. Questo provvedimento viene adottato quando la conflittualità tra i coniugi è così elevata da danneggiare il benessere psicofisico del figlio. In queste situazioni, come previsto dall’articolo 337-ter del Codice civile, il tribunale può affidare i minori a terzi “in caso di temporanea impossibilità di affidare il minore ad uno dei genitori”. Spesso, per mantenere i legami familiari, il minore viene affidato ai nonni materni o paterni.
La Normativa sull’Assegno Unico Universale
L’assegno unico universale ha sostituito dal marzo 2022 i precedenti assegni per il nucleo familiare e le detrazioni fiscali per i figli. Questa prestazione economica viene erogata mensilmente alle famiglie con figli a carico fino ai 21 anni. La legge è molto chiara su chi può percepire l’assegno quando il minore non vive con i genitori biologici. Secondo la norma, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del minore in affido.
Chi Ha Diritto all’Assegno: La Risposta della Giurisprudenza
La giurisprudenza ha chiarito definitivamente questo aspetto. L’assegno è corrisposto dall’INPS ed è erogato al richiedente, ovvero, a richiesta, anche successiva, in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. In caso di affidamento esclusivo, l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario.
Quando i nonni diventano affidatari del nipote, acquisiscono non solo il diritto a percepire l’assegno unico, ma anche specifici doveri. L’affidatario deve accogliere presso di sé il minore e provvedere al suo mantenimento e alla sua educazione e istruzione. Egli esercita i poteri connessi con la responsabilità genitoriale in relazione agli ordinari rapporti con la istituzione scolastica e con le autorità sanitarie. Il giudice, anche in relazione alla durata dell’affidamento, può disporre che gli assegni familiari e le prestazioni previdenziali relative al minore siano erogati temporaneamente in favore dell’affidatario.
Come Richiedere l’Assegno Unico per i Nonni Affidatari
I nonni che si trovano in questa situazione devono presentare domanda direttamente all’INPS. Per presentare la domanda, i nonni devono essere in possesso di:
-Il provvedimento del tribunale che dispone l’affidamento familiare
-La documentazione ISEE del proprio nucleo familiare (che ora include il nipote)
-I documenti di identità e codice fiscale del minore.
Le Conseguenze per i Genitori Biologici
I genitori che vengono sospesi dalla responsabilità genitoriale perdono automaticamente il diritto a percepire l’assegno unico per il figlio. Questo principio è logico: se non possono più esercitare i diritti e doveri genitoriali, non possono nemmeno beneficiare delle prestazioni economiche destinate al sostegno del minore. È importante sottolineare che questa situazione è temporanea. Quando i genitori riusciranno a superare le loro difficoltà e il tribunale riterrà opportuno restituire loro la responsabilità genitoriale, anche il diritto all’assegno unico tornerà a loro.
Un Sostegno Concreto per le Famiglie in Difficoltà
L’attribuzione dell’assegno unico ai nonni affidatari rappresenta un importante riconoscimento del ruolo che spesso i nonni svolgono nelle situazioni familiari difficili. Questo sostegno economico aiuta a coprire le spese per il mantenimento, l’educazione e la cura del nipote, alleggerendo il carico economico. La normativa italiana dimostra così una particolare attenzione alla tutela del minore, garantendo che riceva sempre il sostegno economico necessario, indipendentemente da chi se ne prende cura concretamente.
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