Divulgazione

Le condanne della CEDU all’Italia

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Le condanne della Corte Europea

La Corte Europea dei Diritto dell’Uomo ha spesso raccomandato all’Italia di adottare provvedimenti affinchè il lungo decorso dei processi non abbia conseguenze irribediabili nel rapporto fra il bambino e il genitore che non vive con lui.

I rimedi consigliati dalla Corte

Al fine di scongiurare quei comportamenti dei genitori che siano di danno alla serena crescita del figlio, la Corte ha consigliato dei rimedi da applicare.

Ad esempio, ha consigliato di imporre delle penalità e delle multe ogni volta che uno dei genitori replichi un inadempimento nei confronti della prole o non rispetti i patti contenuti in separazione.

In particolare, sono state richieste sanzioni a carico dei genitori che abbiano comportamenti alienanti, per reprimere il fenomeno dell’alienazione già dai primi episodi.

 

La violazione delle convenzioni internazionali

La Corte ha ritenuto che l’Italia, attraverso la lentezza della sua burocrazia e la mancata applicazione delle riforme sull’affido, abbia violato più volte l’art. 24 della Convenzione di Nizza sul diritto alla bigenitorialità nonchè l’art. 9 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo.

 

Il caso Lumia

E’ emblematico il caso “Lumia contro Italia”, in cui la CEDU ha stabilito che le autorità italiane risarcissero un padre che per ben sette anni non aveva potuto incontrare la figlia dopo la separazione, consentendo alla madre di continuare a creare una frattura insanabile fra la ragazza e il papà.

La CEDU ha condannato l’Italia per l’inefficace atteggiamento verso gli ostacoli frapposti al diritto di visita e per la reazione troppo “morbida” nei confronti della lesione del principio di bigenitorialità.

E’ quindi evidente che l’assenza di collaborazione fra i genitori e soprattutto l’atteggiamento ostile del genitore collocatario nei confronti dell’altro, che impedisca al figlio minore la frequentazione di una figura genitoriale, violi il diritto del fanciullo ad una sana vita familiare.

Il fatto che il conflitto si svolga all’interno della famiglia, poi, non dispensa le autorità nazionali a garantire che tale clima ostile non apporti danni; lo Stato deve infatti cercare di fornire strumenti atti a garantire che i minori frequentino correttamente entrambi i genitori.

Avv. Piergiorgio Rinaldi – avvocato matrimonialista in Roma

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Avv. Piergiorgio Rinaldi, esperto in diritto di famiglia

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Avv. Piergiorgio Rinaldi
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