Diritto di rifiutare il genitore non collocatario

Il diritto del minore di rifiutare di incontrare il genitore non collocatario è un tema importante nei casi di separazione o divorzio. In genere, il diritto di visita è stabilito nell’interesse del minore per mantenere un legame con entrambi i genitori. Tuttavia, in alcune situazioni, il minore potrebbe rifiutare questi incontri per diverse ragioni, come disagio, paura o conflitti emotivi.

Diritto del minore di rifiutare il genitore non collocatario. Da quale età?

A partire dai 12 anni, la legge italiana prevede che il minore possa esprimere la sua volontà in modo più chiaro e diretto. Il giudice è tenuto ad ascoltare il minore se ha compiuto i 12 anni o, in alcuni casi, anche se è più giovane ma ritenuto capace di discernimento. Ciò significa che, anche prima di questa età, il bambino può essere coinvolto nei procedimenti, ma la sua volontà sarà valutata con attenzione e cautela.

L’articolo 336-bis del Codice Civile stabilisce che il giudice debba tenere conto del desiderio del minore quando prende decisioni sugli incontri con il genitore non collocatario. Tuttavia, la decisione finale rimane sempre del giudice, che valuta ogni caso basandosi sul principio del superiore interesse del minore. Questo significa che, anche se il bambino rifiuta di vedere uno dei genitori, il giudice potrebbe comunque decidere di mantenere i contatti, purché siano ritenuti benefici per il suo benessere.

Nei casi di violenza o abuso

In casi più estremi, come quelli in cui il minore ha subito abusi o violenza da parte del genitore non collocatario, il diritto del minore di rifiutare l’incontro assume un valore prioritario. In queste situazioni, gli incontri possono essere sospesi o regolamentati in modo protetto, magari con la presenza di un assistente sociale o in un ambiente supervisionato.

Nonostante non esista un’età precisa a partire dalla quale il minore può decidere autonomamente di non vedere il genitore non collocatario, dai 12 anni in su la sua volontà ha un peso maggiore. Il giudice, infatti, è chiamato a valutare non solo la maturità del minore, ma anche le circostanze familiari e le motivazioni dietro il rifiuto.

In conclusione, il diritto del minore di rifiutare di vedere il genitore non collocatario è una questione complessa e delicata. Anche se il minore può esprimere la propria opinione, la decisione finale spetta sempre al giudice, che deve garantire il suo benessere. A partire dai 12 anni, però, la volontà del minore diventa un elemento centrale nella valutazione del tribunale, soprattutto quando vi sono situazioni di disagio o pericolo per il bambino.

 

Separarsi e divorziare a Roma Avvocato diritto di famiglia Roma
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Avv. Piergiorgio Rinaldi
Avv. Piergiorgio Rinaldi
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