Il figlio può allontanarsi da casa?
Il figlio non ancora maggiorenne può allontanarsi da casa perché sente di “dover prendere la sua strada”? Non è infrequente infatti che un minore manifesti il desiderio di rendersi indipendente, di iniziare a vivere da solo e di lavorare. Ci dobbiamo quindi domandare se possa fare tutto ciò in autonomia, decidendo cioè di allontanarsi dalla casa in cui vive con i genitori.
Il figlio può allontanarsi da casa e andare a vivere presso parenti o conoscenti?
In realtà, per allontanarsi da casa, serve la maggiore età. L’articolo 318 del codice civile dispone che il figlio non può allontanarsi da casa dei genitori sino alla maggiore età o sino alla cosiddetta “emancipazione”. In difetto, i genitori possono obbligarlo a ritornare a casa, con apposito ricorso al Tribunale di residenza.
Può invece allontanarsi da casa e andare a vivere per proprio conto il minore emancipato, cioè quello che -almeno sedicenne- sia stato ammesso (dal Tribunale) a contrarre matrimonio nonostante la minore età.
La responsabilità dei genitori
Il figlio minorenne si trova sotto la responsabilità dei genitori anche se si allontana da casa. Ogni atto compiuto dal minore -anche illecito- rientra nella responsabilità giuridica dei genitori, che dovrebbero per Legge vigilare sul figlio ed essere responsabili della sua condotta secondo il principio della “responsabilità oggettiva”. Per questo motivo, i genitori sono gli unici soggetti legittimati a ricorrere al Giudice in caso di allontanamento di un figlio dalla casa familiare.
L’eccezione alla regola
Quanto sopra esposto non vale in presenza di abusi familiari. Nel caso in cui il minore sia soggetto a forme di maltrattamento fisico o psicologico, il pericolo concreto che i genitori possano recare danno al minore giustifica l’allontanamento di quest’ultimo dalla casa familiare. In questo caso, gli interessi alla tutela dell’incolumità fisica e mentale del giovane prevalgono sul dovere di coabitazione con il nucleo familiare.

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