Assegnazione casa coniugale e pignoramento

Assegnazione casa coniugale e pignoramento: è vero che la casa assegnata è impignorabile? Importanza della trascrizione dell’assegnazione della casa coniugale.

La trascrizione dell’assegnazione della casa coniugale è importante nel caso in cui ci sia rischio di pignoramento per debiti. Poniamo infatti che la casa sia in comproprietà fra i coniugi e che uno di questi abbia dei creditori che intendano aggredire l’immobile: la semplice assegnazione non protegge dagli effetti del pignoramento immobiliare se non è anche stata trascritta presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

La trascrizione, a cosa serve

L’assegnazione non è opponibile di per sé a tutti, ma solo al coniuge non assegnatario.

Se si vuole che l’assegnazione sia opponibile anche ai terzi si deve trascrivere il provvedimento giudiziale che dispone l’assegnazione della casa coniugale.

Sia in caso di separazione che di divorzio, quindi, sarà onere del coniuge assegnatario trascrivere a proprie cure e spese l’assegnazione della casa coniugale. La trascrizione presso i Pubblici Registri Immobiliari dell’Agenzia delle Entrate è quindi un onere dell’assegnatario.

La trascrizione della assegnazione della casa familiare tutela il diritto di abitazione

Effetti della trascrizione

Per effetto della trascrizione del provvedimento del giudice, il coniuge assegnatario può opporre ai terzi l’assegnazione della casa coniugale. Ciò non vuol dire che l’immobile diventerà impignorabile ma che, nonostante il pignoramento, il diritto all’uso dell’abitazione sarà comunque garantito.

La casa può essere venduta?

In caso di pignoramento successivo alla trascrizione, la casa potrà anche essere messa all’asta e venduta, tuttavia il nuovo proprietario non potrà entrare in possesso dell’abitazione e non potrà “mandare via” chi la occupa. Infatti, l’assegnatario è stato posto in quella casa per tutelare un interesse superiore: l’interesse della prole a vivere nella casa familiare.

L’eccezione della Cassazione

Secondo la Cassazione, anche in mancanza di trascrizione, l’assegnazione della casa coniugale sarebbe opponibile ai terzi per un periodo di nove anni dalla data del provvedimento del giudice.

Questa tendenza giurisprudenziale mira a proteggere interessi superiori, come il diritto dei figli a mantenere per un periodo congruo l’uso di una casa adatta a soddisfare le esigenze di una crescita sana.

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Avv. Piergiorgio Rinaldi, esperto in diritto di famiglia

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