RIFIUTARE LA VACCINAZIONE E COLLOCAMENTO PREVALENTE

La Cassazione ha stabilito che essere contrari ai vaccini e, più in generale, alla medicina convenzionale, può essere indice di una scarsa capacità di tutelare i reali interessi del minore.

Interessarsi alla salute dei minori

Il genitore deve agire nell’interesse morale e materiale della prole. Provvedere materialmente ai figli significa non solo mantenerli, ma anche curare le esigenze della loro persona e essere attenti nel preservare la loro salute e il loro benessere fisico.

E se siamo contrari a vaccinare i figli?

Una posizione piuttosto diffusa, che si identifica in un vero e proprio movimento che prende il nome di “no-vax”, ritiene che vaccinare comporti pericoli che giustifichino l’astensione dall’obbligo di prevenire alcune importanti malattie.

Questa posizione è compatibile con l’interesse del minore a ricevere le migliori cure e a prevenire rischi alla salute?

La Cassazione ritiene di no.

Vaccini e collocamento

La sentenza Cass. Civ. Sez. 1 n. 3913/2018 ha stabilito che, in caso di separazione dei coniugi, il collocatario potrebbe essere determinato anche in base alla propensione a prendersi cura dei bisogni materiali secondo le modalità più adeguate.

Ciò significa che nella scelta del collocatario può incidere la valutazione del Tribunale in relazione a quale genitore mostri maggiore predisposizione e abilità nel “tutelare” i figli da potenziali rischi.

Va da sé che se la medicina ufficiale ritiene che i vaccini riducano il rischio di contrarre malattie, il genitore contrario a vaccinare potrebbe essere considerato meno abile nel prevenire e nel proteggere.

Non mancano pronunce analoghe nei confronti di chi, rifiutando la medicina ufficiale, si sia mostrato eccessivamente propenso verso la medicina omeopatica.

Avere convinzioni troppo radicali in materia di salute, alimentazione e cure mediche, quindi, potrebbe compromettere seriamente le possibilità di essere nominati collocatari della prole.

La dieta

Anche le scelte alimentari, quali diete sbilanciate benchè eticamente corrette, possono incidere sul collocamento.

Alcune pronunce si sono infatti scagliate contro l’alimentazione vegetariana per i più piccoli, estromettendo genitori vegani dal diritto di prendere decisioni in relazione alla salute dei figli e imponendo una dieta onnivora, ritenuta più equilibrata.

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Avv. Piergiorgio Rinaldi, esperto in diritto di famiglia

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Avv. Piergiorgio Rinaldi
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