se il collocatario vuole cambiare la residenza

Se il genitore collocatario vuole cambiare la propria residenza e quella dei figli minori, è discusso se lo debba fare con il consenso dell’altro genitore.

Il collocatario vuole cambiare residenza

I genitori non perdono, per il solo fatto di voler trasferire la residenza lontano da quella dell’altro coniuge, l’idoneità a essere collocatari dei figli minori. Il giudice ha esclusivamente il dovere di valutare se sia più funzionale al preminente interesse della prole il collocamento presso l’uno o presso l’altro genitore e se lo spostamento sia in grado di incidere negativamente sulla quotidianeità dei rapporti con il genitore non collocatario (Cass. 14 settembre 2016 n. 18087).

Si ritiene, dunque, che il genitore collocatario del figlio minore possa mutare la residenza propria e quella del figlio anche senza il consenso dell’altro genitore, purchè la decisione sia assunta nell’interesse del figlio. In questo caso, non viene meno né l’affido né il collocamento.

E’ discusso se una distanza importante dal genitore non collocatario risponda all’interesse del figlio. Solitamente, no.

L’interpretazione meno recente

Secondo una tesi meno recente, il genitore collocatario che intenda cambiare residenza deve sempre chiedere il consenso all’altro genitore. In mancanza di consenso,  deve domandare al giudice la modifica delle condizioni di separazione, altrimenti rischia le sanzioni previste all’art. 709 ter co. 2 cpc.

Cambiare residenza: se c’è disaccordo

In ogni caso, nell’ipotesi di disaccordo fra i genitori sul cambio di residenza, ciascun genitore può rivolgersi al giudice per ottenere la modifica delle condizioni di separazione. Il non collocatario può, in questa sede, agire per spostare presso di sé il collocamento del minore, dimostrando che il cambiamento della residenza non risponderebbe all’interesse del figlio.

Se il collocatario trasferisce la residenza illegittimamente in uno stato diverso, valutata l’illegittimità dell’allontanamento, l’autorità competente può ordinare il rimpatrio immediato come aspetto civile del reato di sottrazione internazionale di minore.

La domanda di rimpatrio deve essere presentata entro un anno dalla data in cui si è verificato l’illecito trasferimento e può essere disattesa solo nel caso in cui fosse dimostrato che il ritorno del minore arrecherebbe un grave pregiudizio allo stesso.

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Avv. Piergiorgio Rinaldi, esperto in diritto di famiglia

 

 

 

 

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Avv. Piergiorgio Rinaldi
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La realta' della famiglia in crisi richiede conoscenze approfondite ed una dedizione assoluta. Soprattutto, richiede pratica quotidiana e grande passione personale. Per arrivare al migliore accordo.

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