Il conto corrente cointestato nella separazione

Conto corrente cointestato e separazione

Separazione e conto in comune

I coniugi hanno spesso un conto corrente comune, cioè moglie e marito sono entrambi titolari del medesimo conto in banca cointestato. Cosa accade in caso di separazione o di divorzio al conto corrente? E cos’è il “denaro personalissimo“? In caso di separazione, come proteggersi dallo svuotamento del conto cointestato?

 

L’uso del conto cointestato

Il deposito del denaro su un unico conto crea confusione tra le diverse tipologie di denaro: dal punto di vista pratico è difficile accertare a quale categoria appartenga il denaro e in quale quantità, soprattutto se il conto, oltre ad essere uno strumento di deposito, viene utilizzato per le spese dei coniugi, personali o della famiglia.

Nella prassi, infatti, i coniugi in comunione depositano il denaro sul conto corrente comune  e lo utilizzano per spese e investimenti senza preoccuparsi di  individuare e  specificare il tipo di denaro che stanno utilizzando.

 

Titolarità del conto in parti uguali

Per legge, il denaro depositato su un conto corrente cointestato si presume di proprietà dei titolari in parti uguali, fatta salva prova contraria.

Pertanto, una volta sciolta la comunione, le somme presenti sul conto corrente comune devono essere divise tra i coniugi nella misura del 50% ciascuno, a meno che uno dei due riesca a provare che il denaro versato, o parte dello stesso, sia di proprietà esclusiva (Cass. n. 19115/2012).conto corrente cointestato separazione conto corrente in comune conto corrente comune

Il denaro “personalissimo”

Il denaro di proprietà esclusiva è detto “denaro personalissimo”; si tratta del denaro che deriva, ad es. da un’eredità o dalla vendita di una bene personale e che resta personale a propria volta.

Il denaro personalissimo, anche se versato su un conto corrente cointestato, non si confonde con il denaro in comune.

 

Il pericolo dello svuotamento del conto cointestato

Frequentissimo è il caso del coniuge che, in pendenza o in previsione della separazione, prelevi indebitamente delle somme di denaro dal conto corrente comune. Se quindi esiste il pericolo che il coniuge cointestatario, nel corso della causa di separazione, possa arrivare a svuotare il conto o a prelevare somme che eccedano il 50%, si può chiedere al giudice il sequestro del conto. Tuttavia, il giudice, mancando la prova certa del pericolo dello svuotamento del conto, può rigettare l’istanza. Inoltre, nulla può impedire che il conto venga prosciugato prima che sia instaurata la causa di separazione. In quest’ultimo caso, in genere, ogni richiesta -anche la più fondata- si scontra con l’occultamento del denaro e quindi con la necessità di affrontare una causa penale.

 

Avv. Piergiorgio Rinaldi – avvocato matrimonialista Roma

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Avv. Piergiorgio Rinaldi, esperto in diritto di famiglia

 

 

 

 

 

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Avv. Piergiorgio Rinaldi
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