Violazione di domicilio in casa propria?

E’ possibile commettere una violazione di domicilio in casa propria con le proprie chiavi?

Paradossalmente sì. Esistono anche altri casi in cui entrare in luoghi a noi familiari può costituire reato.

Entrare nella casa coniugale senza permesso

Entrare in casa propria può costituire violazione di domicilio. Anche entrarvi con le proprie chiavi, senza forzare la porta, senza commettere alcuna forma di effrazione. Com’è possibile?

Immaginiamo di essere comproprietari di un’abitazione adibita a casa coniugale e di essere reduci da una separazione giudiziale nella quale il giudice abbia assegnato l’abitazione alla moglie.

Immaginiamo di entrare con le nostre chiavi, durante l’assenza dell’ex, per recuperare i nostri oggetti o i nostri vestiti. Lo facciamo in buona fede, magari per non litigare. E facciamo male.

Il problema, infatti, è che esiste un provvedimento del giudice che ci esclude da quei luoghi. Chi si introduce in una casa nella quale abitava, divenuta di esclusiva disponibilità (anche se non di proprietà) dell’altro coniuge, commette il reato di violazione di domicilio. Tornare nella casa coniugale senza il permesso dell’ex, quindi, è reato.

Costituisce reato di violazione di domicilio anche il non uscire di casa dopo l’assegnazione della stessa all’altro coniuge.

Rimanere ospiti nella casa di un parente o di un amico

La Cassazione penale, con sentenza n. 3529/2019, ha stabilito che l’ospite debba accogliere l’invito ad andarsene come grande serietà, poiché l’ulteriore permanenza contro la volontà del padrone di casa configura il reato di violazione di domicilio.

violazione di domicilio in casa propria

Rimanere nella casa del convivente

La rottura di una relazione comporta l’insostenibilità della convivenza. Il fidanzato scaricato che indugi nel rimanere nella casa della ex, quindi, potrebbe essere denunciato per violazione di domicilio ove si rifiuti di farsi da parte e di andare via (Cass. Civ. 5315/2015).

Proprietari che entrano in casa del locatario

Questo è un caso di maleducazione frequente: il padrone di casa sfrutta le proprie chiavi per controllare lo stato dell’appartamento dato in locazione.

Il possesso dell’appartamento è stato concesso al locatario in forza di un contratto che ha il potere di escludere chiunque dall’introdursi nell’immobile. Il proprietario, per il solo fatto di essere tale, non potrà quindi entrare nel domicilio concesso in via esclusiva al conduttore e nel caso lo faccia sarà passibile di querela per il reato di violazione di domicilio.

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Avv. Piergiorgio Rinaldi, esperto in diritto di famiglia

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Avv. Piergiorgio Rinaldi
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