Genitori separati e centri estivi
Genitori separati e centri estivi, ci risiamo. Si tratta di un tormentone che affligge ogni anno sia i genitori sia gli avvocati che li assistono.
Genitori separati e centri estivi
Stanno per chiudere le scuole e i genitori separati devono decidere come gestire il tempo libero che i figli avranno improvvisamente a disposizione. Soprattutto, come conciliare gli orari di lavoro con l’accudimento dei bambini? Come organizzarsi, in questi casi, è un problema non da poco perché proteggere e tenere impegnati i bambini ha un costo spesso rilevante. Chi può, utilizza i nonni come babysitter. Tuttavia, tenere i bambini in una città assolata a giocare in un appartamento può essere un problema, perché i nonni si affaticheranno e i nipoti si annoieranno.
Esiste poi un problema ulteriore: di quali nonni parliamo? Dei nonni materni o di quelli paterni? Anche questo elemento è spesso fonte di discussioni e litigi.
I genitori separati che ne hanno la possibilità economica, optano spesso per i centri estivi organizzati nei pressi degli istituti scolastici, che hanno in genere anche un orario simile a quello scolastico. Il servizio, tuttavia, è privato e quindi soggetto al pagamento di una retta mensile salata. Questa spesa è ricompresa nell’assegno di mantenimento?
Il centro estivo è una spesa straordinaria
Nei protocolli d’intesa dei tribunali italiani, i centri estivi sono in genere espressamente menzionati e rientrano regolarmente fra le spese straordinarie.
La natura straordinaria della spesa è determinata sia dall’importo, piuttosto elevato e variabile di anno in anno, sia dal fatto che l’assegno di mantenimento copre esclusivamente le spese di routine. Inoltre, i centri estivi rientrano fra le spese ludiche e sportive, che i genitori sono tenuti a pagare al 50%.
In caso di disaccordo
Mentre i centri estivi sono strutture private la cui frequentazione richiede il consenso di entrambi i genitori, i campus pubblici hanno costi decisamente più bassi e non richiedono, per la loro frequentazione, l’accordo fra i genitori.
In caso di disaccordo fra i genitori circa la frequentazione di un centro estivo, le parti possono rivolgersi al Tribunale. Il giudice, valutate le esigenze delle parti, deciderà se autorizzare o meno l’iscrizione.

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